
Cine-riflessioni, informazioni e recensioni: la tappa obbligata per chi ama il buon cinema. Perché il cinema "è una cosa seria"... LEGENDA (STELLE): 1 = pessimo; 1,5 = mediocre; 2 = guardabile; 2,5 = carino; 3 = bello; 3,5 = notevole; 4 = ottimo. VISIONE CONSIGLIATA: Verde = per tutti; Giallo = bambini in presenza di adulti; Rosso = solo per adulti.
ATTENZIONE: Le faccine vengono assegnate basandosi sui pareri della critica cinematografica, sulle visioni personali e sulle "voci di corridoio" (passaparola, visioni altrui, ecc...).
Girotondo, giro intorno al mondo 
Il club di Jane Austen 
MissTake 
Aliens vs. Predator 2 
American Gangster 
Balls of Fury 
Bianco e nero 
Forse Dio é malato 
Halloween - The beginning 
Io sono leggenda 
Lo scafandro e la farfalla 
Milano Palermo - Il ritorno 
Mr. Brooks 
Mr. Magorium e la bottega delle meraviglie 
Non c'è più niente da fare 
Non è mai troppo tardi 
Persepolis 
Sguardo nel vuoto 
Signorina Effe 
Sogni e delitti 
Il falsario 
Nelle tue mani 
Away from her - Lontano da lei 
L'allenatore nel pallone 2 
Mimzy il segreto dell’universo 
Rec 
Il mistero delle pagine perdute 
L'innocenza del peccato 
Across the Universe 
1408 
La musica nel cuore 
Hotel Meina 
Cloverfield 
Uibù - Fantasmino fifone 
Paranoid Park 
Una moglie bellissima
Inauguro questa rubrica con uno degli spot televisivi più belli mai girati: quello della Telecom (2004), opera del grande regista afroamericano Spike Lee.
Sicuramente molti lo ricordano ancor oggi, ma non credo che faccia male rivederlo... dopotutto, è un piacere per gli occhi, nonostante i suoi colori siano a dir poco desaturati (ma il bello, forse, è anche in ciò).
Michael Clayton (George Clooney) è l’avvocato – col vizio del poker – che “aggiusta la verità” al servizio da 15 anni in un grande studio legale newyorchese, il cui capo è Marty Bach (Sidney Pollack, qui attore e non regista). Un giorno, un principe del foro (Tom Wilkinson) dello stesso studio legale di Clayton, dà di testa in un maxiprocesso contro una multinazionale che produce diserbanti e che doveva difendere. Clayton, indagando silenziosamente, si renderà conto di cosa ha condotto il suo caro collega alla follia…
L’opera prima di Tony Gilroy, già sceneggiatore della trilogia di Bourne e di L’avvocato del diavolo, potrebbe apparire come uno dei tanti “fratelli di celluloide” di Insider o di Erin Brockovich: in realtà siamo di fronte ad un legal thriller notturno, raffreddato ed introspettivo, con un ottimo Clooney (che qui zittisce tutti i suoi detrattori) ed un grande Wilkinson, ma non scherza nemmeno una Tilda Swinton – da Oscar – come laido legale della multinazionale. Memorabile il piano sequenza finale. Musiche di James Newton Howard.
CRITICA «««
VISIONE CONSIGLIATA l

ATTENZIONE: Le faccine vengono assegnate basandosi sui pareri della critica cinematografica, sulle visioni personali e sulle "voci di corridoio" (passaparola, visioni altrui, ecc...).
E guardo il mondo da un oblò 
Lussuria – Seduzione e tradimento 
L'amore ai tempi del colera 
Across the Universe 
Bee Movie 
Hotel Meina 
The minis - nani a canestro! 
Tutta la mia vita in prigione 
1408 
Hitman - L'assassino 
La musica nel cuore 
L'assassinio di Jesse James per mano del codardo Robert Ford 
The Kingdom 
Come d'incanto 
Il nascondiglio 
Into the Wild 
L'incubo di Joanna Mills 
Paranoid Park 
Uibù - Fantasmino fifone 
Una moglie bellissima 
Alvin Superstar 
Cloverfield 
Leoni per Agnelli 
Un cuore grande 
Sleuth - Gli insospettabili 
Stormbreaker 
Bittersweet life 
Come l'ombra 
Due per un delitto 
Factory girl 
Il caso Thomas Crawford 

Matrimonio alle Bahamas 
Per non dimenticarti 
Tideland il mondo capovolto 
Come tu mi vuoi 
...e se domani 
Lascia perdere Johnny 
Mein Führer - La veramente vera verità su Hadolf Hitler 
Molto incinta 
Non dire si - L'amore sta per sorprenderti 
O' 
The Matador 
In una villetta nella campagna londinese si riunisce una folta famiglia per un lutto. Tutto comincia nel peggiore dei modi, a partire dall’apertura della bara al cospetto di Daniel (Matthew MacFadyen, il Darcy di Orgoglio e pregiudizio), uno dei figli del defunto. A complicare la situazione provvederanno in particolar modo una confezione taroccata di Valium e l’apparizione di un silenzioso nano (un memorabile Peter Dinklage, già visto in Prova a incastrarmi), a suo dire “amico” del morto. Frank Oz (In & Out; The Score), dopo aver “rinnegato” La donna perfetta – opera più dei produttori che sua – torna alla regia ed organizza non una vera e propria commedia bensì una farsa che unisce british humour macabro ad un fuoco di fila di gag scurrili e dissacranti. Se i titoli di testa fanno sorridere, subito dopo già si ride sul serio: molto del merito è dovuto alla ridicola galleria di “casi umani” interpretata da un ottimo cast di attori, alcuni dei quali famosissimi in UK ma non da noi.
CRITICA ««½
VISIONE CONSIGLIATA l
Per festeggiare il Giorno del Ringraziamento col simpatico padre (interpretato dal compianto John Ritter), il quindicenne Oscar (Aaron Stanford) torna a New York dall’Europa, ove vive – sua madre è francese – e studia. Ed ha un piano: confessare alla matrigna, la sofisticata cardiologa Eve (Sigourney Weaver), di essere seriamente innamorato di lei. Equivoci, complicazioni e riflessioni in arrivo.
Una commedia tematicamente insolita, diretta e coprodotta da Gary Winick (La tela di Carlotta), lunga poco più di un’ora e vagamente alleniana, sia per l’ambientazione che per i dialoghi (infarciti di citazioni di Voltaire). Irriverente e divertente. Girata interamente in digitale.
Tadpole (“girino”) è il soprannome del protagonista, che sul set di anni ne aveva in realtà 23.
CRITICA «««
VISIONE CONSIGLIATA l
