
Cine-riflessioni, curiosità e recensioni: la tappa obbligata per chi ama il buon cinema. Perché il cinema "è una cosa seria"... LEGENDA (TRIANGOLINI): 1 = pessimo; 1,5 = mediocre; 2 = guardabile; 2,5 = carino; 3 = bello; 3,5 = notevole; 4 = ottimo. VISIONE CONSIGLIATA (FACCINA): Verde = per tutti; Giallo = bambini in presenza di adulti; Rosso = solo per adulti.
Finalmente riapro, dopo tanto tempo, "Presi dal cinema", rubrica nella quale sottopongo all'attenzione dei cinefili un videoclip - musicale o no - che evidenzia quanto sia influente il mondo della celluloide nell'immaginario collettivo.
Stavolta propongo il videoclip di FREEK di George Michael, nel quale - come sempre, direi - mi sono imbattuto per puro caso.
I cinefili non potranno non notare quanto siano stati saccheggiati due cult - relativamente giovani - della fantascienza.
Il primo è MATRIX (1999): George Michael esce da un bozzolo gelatinoso come Neo, che dopo anni e anni di vita soltanto 'mentale' nel mondo virtuale, viene scollegato dai ribelli. Inoltre sempre al suddetto film si rifanno le ballerine in abiti sadomaso, proprio come quelle che si vedono in alcune scene iniziali del film (e che ancora di più si vedono negli altri due inutili film della trilogia).
Il secondo è BLADE RUNNER (1982): molte inquadrature e scenografie barocche, così come le astronavi e il resto dell'ambientazione, sono presi di peso dal capolavoro scottiano.
Vedere per credere. E quanto al brano in sé per sé, preferisco sorvolare...


MICHAEL JACKSON (29/8/1958 - 25/6/2009)
&
FARRAH FAWCETT (2/2/1947 - 25/6/2009)

E per fortuna che mi ero detto "Ora basta! Troppi necrologi su questo blog!" proprio in occasione della morte di David Carradine.
E invece, sempre in questo benedetto Giugno 2009 (e addirittura nello stesso giorno), devo prendere atto della scomparsa di altre due note figure del mondo dello spettacolo: Michael Jackson e Farrah Fawcett.
Di Jackson - stroncato da un infarto a 50 anni - vivrà per sempre la musica straordinariamente accattivante (che ho molto amato). Consiglio ai cinefili di dare un'occhiata a questa pagina(http://moviesblog.mtv.com/2009/06/26/michael-jackson-will-live-on-in-movie-history/), contenente le impressioni sull'evento e i ricordi di alcuni grandi registi e figure di Hollywood - tra cui Scorsese, Lumet e Landis - sul grande cantante improvvisamente scomparso.
Di Farrah, - ovvero Jill, il biondissimo angelo dagli occhi blu delle CHARLIE'S ANGELS, ma anche attrice in SATURN 3 e in IL DOTTOR T E LE DONNE di Altman - nessuno dimenticherà il sorriso, nè l'esempio che ha lasciato a tutti noi su come va affrontata - cioè a viso aperto - una malattia terribile come il cancro.
Il miglior modo di ricordarli è quello di risentirli e rivederli: il bello del mondo dell'Arte è che permette - più facilmente - di sopravvivere e resistere nella memoria e nel cuore dei viventi. Perchè nessuno muore davvero. O, più che altro, c'è chi col proprio operato sceglie di vivere per sempre, mentre c'è chi - magari stando persino accanto a noi, in carne e ossa - è già morto per tutti...
Ecco quindi due videoclip di Michael Jackson: quello di THRILLER - famosissimo, un vero cortometraggio, girato da JOHN LANDIS (BLUES BROTHERS) - e quello di BAD (girato da SCORSESE!).
E ora, non posso non dire: "Che riposino in pace". Amen.
ATTENZIONE: Le faccine vengono assegnate basandosi sui pareri della critica cinematografica, sulle visioni personali e sulle "voci di corridoio" (passaparola, visioni altrui, ecc...).
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Davanti agli occhi
Questo piccolo grande amore 
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Pittsburgh, 1983. Alex Owens (Jennifer Beals) è una diciottenne di buona volontà con la passione per il ballo: di mattina fa la saldatrice (tenedo testa al capo che la tampina), di sera balla al Mawby’s Bar (popolato da loschi avventori). Il suo sogno è quello di diventare una ballerina di danza classica. Riuscirà ad ottenere la tanto sospirata audizione all’accademia? La supererà?
Patinatissimo film cult sul mondo del ballo, con tutti quegli stereotipi che oggi, dopo tanti epigoni/cloni, risultano indigesti a molti spettatori. Flashdance è, a conti fatti, un accattivante e scorrevole film-compilation con svariate hit pop-rock dei famigerati Eighties (tra cui la canzone – vincitrice dell’Oscar – Flashdance… What A Feeling di Irene Cara e Giorgio Moroder; Maniac di Michael Sembello e Gloria di Umberto Tozzi cantata da Laura Branigan), ottimamente fotografato (da Donald Peterman) e montato da ben due film editors. La Beals, nella celebre sequenza di ballo del provino, ha addirittura due controfigure; essa inoltre fu voluta da Nanni Moretti in Caro diario per un simpatico cameo di taglio onirico. Prodotto da Jerry Bruckheimer (The Rock; Transformers), è uno dei maggiori successi commerciali – oltre 100 milioni di dollari sul mercato nordamericano – dell’inglese Adrian Lyne (Allucinazione perversa; 9 settimane e ½).
CRITICA ▲▲½
VISIONE CONSIGLIATA ☻


8/12/1936 - 3/6/2009
E così ci lascia anche il mitico DAVID CARRADINE, storico protagonista della serie TV KUNG FU, attore in AMERICA 1929 di Scorsese e in L'UOVO DEL SERPENTE di Bergman... ma soprattutto l'indimenticabile assassino/filosofo Bill nel KILL BILL tarantiniano.
Se ho inititolato il post in tal modo è perchè la morte del mitico David è stata a dir poco assurda, legata - scusate il gioco di parole - ad un gioco autoerotico a base di corda e attaccapanni.
Peccato che se ne sia andato così, in una maniera così assurda ed inaspettata da sembrare concepita dalla mente di Tarantino...
Spero intanto che i blog di cinema - questo incluso - non finiscano per diventare dei 'necro-blog', raccolte a tutti gli effetti di cine-necrologi: ultimamente fin troppe morti nel mondo del cinema ci stanno lasciando davvero di stucco...
Nel frattempo, rimaniamo stupiti dal vedere che stavolta Bill ha depennato se stesso dalla lista delle proprie vittime. Che riposi in pace.
Una tribù di cacciatori di mammut accoglie una bambina dagli occhi blu, unica superstite della propria, decimata da un popolo violento e progredito (dai tratti mediorientali…).
Il ritorno sul grande schermo di Roland Emmerich (Independence Day; L’alba del giorno dopo) è nel segno dell’ingenuità dei vecchi “sandaloni” e simili made in Cinecittà: spiccano cambi di location incredibilmente bruschi, civiltà evolute degne di epoche successive, animali estinti affamati di uomini, sciamanesimo fantasy. L’accozzaglia di topoi sfacciatamente mutuati da 300 (anch’esso prodotto dalla Legendary Pictures), Apocalypto e Stargate (dello stesso Emmerich) è talmente spinta da non poter essere involontaria. Fortunatamente la pellicola dura poco, non si prende sul serio ed intrattiene grezzamente: al termine si ricorderanno un paio di occhi blu, paesaggi splendidi e bestie digitali di ottima fattura. Nemmeno una goccia di sangue.
CRITICA ▲½
VISIONE CONSIGLIATA ☻
Franchesca Sara
Gli amanti della citta' sepolta
I pionieri dell'Alaska
Il covo dei contrabandieri
Iwo Jima deserto di fuoco
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Come un uragano
Cose molto cattive
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Stella
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Ultimatum alla Terra
4 Mosche di velluto grigio
Come Dio comanda
Homeland security
Io non ci casco
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Rivincita per due
Small town - la citta' della morte
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The Millionaire
The Strangers
Bloodrayne 2
Bolt - Un eroe a quattro zampe
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In the Name of the King
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Direct contact
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Il bambino con il pigiama a righe
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Davanti agli occhi
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Io non ci casco
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La signorina e il cowboy
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Torno a vivere da solo
Solo un padre
Yes Man
Doppia indagine
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In Bruges - La coscienza dell'assassino
Lasciami entrare
Padiglione 22
Ti amerò sempre

22/5/1980 - 20/5/2009
E' deceduta ieri - suicida - la 29enne attrice inglese Lucy Gordon, recentemente vista nei panni della giornalista Jennifer Dugan in SPIDER-MAN 3. Aveva recitato in una decina di film, tra cui BAMBOLE RUSSE di Cédric Klapisch e SERENDIPITY di Peter Chelsom.
Il suo corpo senza vita è stato trovato dal suo fidanzato nella loro casa parigina.
La Gordon aveva da poco - e a quanto pare, ottimamente - recitato nel film GAINSBOURG: HEROIC LIFE (presentato al Festival di Cannes questa settimana), interpretando Jane Birkin.
In attesa di sapere qualcosa di più sulla prematura - e al momento quasi inspiegabile - scomparsa di una giovane attrice così bella e promettente, non possiamo che pregare affinchè riposi tra le stelle del Cielo, come la Lucy "in the sky with diamonds" di beatlesiana memoria.

Un illustre scienziato giunge negli States, ma rimane subito vittima di un attentato che lo riduce in coma. L’intervento per rimuovergli l’ematoma “cerebrale sub-aracnoideo” gli risulterebbe fatale, ma ci sarebbe un modo per eseguirlo: iniettargli nel sistema arterioso un sottomarino rimpicciolito a grandezza di microbo, con equipe chirurgica a bordo. Il che avviene, ma ‘cambi di rotta’ e l’ombra di un sabotaggio rischiano di far saltare tutto. A complicare le cose vi è anche la durata della miniaturizzazione, di soli sessanta minuti.
Un classico del cinema di fantascienza, diretto da Richard Fleischer (20.000 leghe sotto i mari) e basato su un racconto di Otto Klement e Jerome Bixby. Per quanto il film si apra con un ringraziamento ai medici che hanno collaborato alla sua realizzazione, va detto che l’interno del corpo appare quanto mai colorato e bizzarro, con il sottomarino che si muove con grande (forse troppa) libertà tra tessuti, organi e sistemi: la fotografia, con fluide carrellate, lo segue al meglio. Alcuni effetti speciali restano ancora abbastanza credibili, altri tendono ad apparire grossolani; comunque, il divertimento è assicurato. 2 Oscar ’67 (scenografie ed effetti visivi).
Simile idea di partenza avrà Salto nel buio di Joe Dante (1987).
CRITICA ▲▲▲
VISIONE CONSIGLIATA ☻
