
Cine-riflessioni, curiosità e recensioni: la tappa obbligata per chi ama il buon cinema. Perché il cinema "è una cosa seria"... LEGENDA (TRIANGOLINI): 1 = pessimo; 1,5 = mediocre; 2 = guardabile; 2,5 = carino; 3 = bello; 3,5 = notevole; 4 = ottimo. VISIONE CONSIGLIATA (FACCINA): Verde = per tutti; Giallo = bambini in presenza di adulti; Rosso = solo per adulti.
Il ventunenne Ben Campbell (Jim Sturgess, quasi un clone di Tobey Maguire, già visto in Across The Universe) è un brillantissimo studente del MIT di Boston, privo però dei soldi necessari per accedere alla prestigiosa facoltà di medicina di Harvard. Un giorno il suo professore di matematica Micky Rosa (un Kevin Spacey gigione) gli fa una proposta ‘che non può rifiutare’, ovvero giocare – insieme ad altri studenti suoi coetanei – a svariate partite di blackjack nei casinò di Las Vegas, facendo uso di un metodo che permette di contare le carte e di incassare un mare di soldi.
Una storia incredibilmente vera già divenuta romanzo bestseller (Blackjack Club di Ben Mezrich) è materia narrativa da commedia-bildungsroman per Robert Luketic (La rivincita delle bionde, Quel mostro di suocera), che rischia però di essere un po’ troppo diluita nelle due ore abbondanti di durata. Fortunatamente la colonna sonora martellante e la ipercromatica fotografia in digitale – per circa ¾ delle riprese – di Russel Carpenter (Titanic) rendono il quadro decisamente accattivante e piacevole anche (e soprattutto) per chi non ha alcuna dimestichezza coi tavoli di velluto verde.
“21” è uno dei modi con cui si può chiamare il suddetto gioco d’azzardo, il più diffuso sul pianeta.
CRITICA ▲▲½

